I biotopi come fatto culturale

Di Marco Gemelli

L’argomento qui presentato non pretende di collocarsi in campo rigorosamente scientifico, ma intende proporre di sospendere per un momento l’attenzione sui cruccianti problemi connessi con le cure amministrative dei biotopi, per invitare ad una meditazione sul loro particolare modo informativo-didattico, alla luce di alcuni confronti con altri strumenti di educazione ambientale con i quali risulta possibile ed opportuna una comparazione, quali l’attività editoriale, i Musei naturalistici, i parchi e le riserve naturali. Risultano a tal fine opportune alcune premesse d’indole generale, atte ad individuare l’origine e lo sviluppo storico di questi vari modi di comunicazione, i cui percorsi confluiscono a servire lo stesso fine. Se fosse possibile considerare separatamente le varie componenti storicamente compartecipi alla fisiologia della società umana, avvertiremmo che talune di esse, quali la gestione delle risorse economiche, le differenziazioni professionali, l’apparato militare ecc. fino dai primordi hanno raggiunto un assestamento nei rapporti con le realtà attornianti, non certo esente da conflitti e da faticosità evolutive, ma tale da permettere di giudicarne con chiarezza le dimensioni operative, il campo di influenza, i possibili destini. Il gioco di queste loro interferenze con gli impulsi del progresso è perdurato nel tempo con quei continui adeguamenti che costituiscono la storia della convivenza sociale. Ben altra rispondenza accompagna l’ingresso di tal une conquiste della mente che non si limitano a dimorare nell’ ambito isolato della cultura, ma si riversano con forza nel tessuto del vivere sociale. Ne è significativo esempio la considerazione nei confronti delle presenze naturali, che solo recentemente è diventata concezione vastamente condivisa anche nei suoi aspetti ideali, redenti finalmente dalla sudditanza del tornaconto economico. L’avvento di questa consapevolezza dei valori propri del teatro ambientaI e in tutte le sue espressioni, fatto di interesse conoscitivo, curiosità, occupazione del tempo libero, esplorazione, rispetto ecc., non è stato né rapido né Associazione Europea Natura Nostra : Sezione Italiana: Via Vignalunga 28040Massino Visconti (no) Tel. 347/2532846-3478509813 Sezione Svizzera: 24 rue de cendrier Geneve 1201 Tel +41792014121 Fax: 178 601 7781 / 0332785379 /178 608 3675 www.naturanostra.org armonicamente dosato nel tempo, bensì oggetto ad ingressi nel pensiero collettivo spesso turbolenti, difficoltà nell’ affermazione, ritardi per ostacoli di sconferma o incomprensione. Ha risentito cioè della sua novità di inserimento nel novero dei contornanti problemi della società umana. In tal senso la considerazione verso la natura, il paesaggio e il mondo biologico si discosta fin dal remoto passato dall’ attenzione rivolta ai beni storico-artistici, la cui riscoperta, frequentazione e godimento avviene di pari passo con la maturazione culturale della collettività, assumendo un suo collocamento nella fruizione pubblica di più chiara interpretazione ed esente da altre conflittualità che non siano quelle dovute all’ ignoranza Al fine di favorire una possibile previsione per il futuro, derivata dalla conoscenza del significato di questi gradini della passata evoluzione ed anche con l’intento di compararne la sua dinamica con altri aspetti della frequentazione del nostro ambiente, vale la pena di ricordare i momenti salienti della passata concezione culturale del paesaggio, nei cui modellamenti ed offerte si trova depositato l’atteggiamento più autentico dei movimenti dello spirito umano, sempre indotto a correlarsi con esso. Con periodi di larga sovrapposizione nel tempo, e perciò senza rigore cronologico, le fasi si sono così succedute Fase di TERRORE verso gli spazi ignoti ed ostili, sede certa di entità demoniache o sacrali, che non tollerano intrusioni umane. Questo scenario di sgomento è rispecchiato anche nelle prime insorgenze delle attenzioni conoscitive verso la natura, che viene costretta in visioni deformate, ben lontane da armonia e serenità. Chiarissimo esempio è costituito dalle terrorizzanti aree coperte dai ghiacciai alpini, inaccessibili e perciò sede di misteriosi malefizi. Fase di INDIFFERENZA, o vergogna o rifiuto di conoscenza per territori inutilizzabili, che si oppongono al possesso e che possono divenire motivo di accusa all’uomo incapace di sottometterli. Ad essi si sono voltate perciò le spalle, rifiutando la conoscenza, e ingenerando così un vuoto di avvertimento della loro presenza. Un chiaro esempio può essere indicato nella grande frana delle Marocche, tra Dro e Pietramurata nella Bassa Valle del Sarca, sempre disdegnata dall’uomo e senza diritto d’ingresso anche nella disciplina meno selezionatrice, la cartografia del passato Associazione Europea Natura Nostra : Sezione Italiana: Via Vignalunga 28040Massino Visconti (no) Tel. 347/2532846-3478509813 Sezione Svizzera: 24 rue de cendrier Geneve 1201 Tel +41792014121 Fax: 178 601 7781 / 0332785379 /178 608 3675 www.naturanostra.org Fase di UTILIZZAZIONE AD OGNI COSTO, con l’insorgenza della volontà e capacità per una colonizzazione ad oltranza del territorio. In tal modo l’affacciarsi di prospettive ideologiche e tecniche di recupero del territorio a fini pratici diviene motivo portante di una serie di interventi spesso esasperati in ambienti prima negletti, e che da questo momento vengono digeriti per finalità agrarie, pastorali, belliche, sportive ecc.. E’ ancora qui citabile il caso delle Marocche, la più grande frana postglaciale di tutto l’arco alpino, che in questa fase subisce l’accanimento della sua costosa trasformazione in foresta, operazione consciamente improduttiva ma cancellante la grossa “vergogna” di ambiente senza alcuna apparente rendita economica Fase di GODIMENTO CONTEMPLATIVO O INTERPRETATIVO. E’ la fase da preconizzare per i territori finora esenti dall’ erosione della società umana, ed è proprio l’avvento di questo più alto collocamento del paesaggio nella mente dell’uomo sforzi e speranze che ora accoglie i nostri Frattanto però, nell’ attesa che tale ultimo rapporto diventi acquisito al patrimonio culturale di tutta la società, gli ambienti ad assetto naturale spontaneo diventano sempre più ridotti e subdolamente accerchiati da azioni turbative Contemporaneamente a questa situazione di generale deterioramento di gran parte dei nostri territori montani, è oggi l’insorgenza, innegabilmente forte e vasta, di una maggiore e più raffinata domanda nei loro confronti. Questo consolante fenomeno rientra in quella sensibilità che attualmente si sta sviluppando verso la natura e che esige forme di appagamento basantesi più sull’ acquisizione del significato interpretativo degli ambienti ed oggetti naturali, piuttosto che sulla gradevolezza delle loro figurazioni visive La gente, di fronte anche alla più conquistante spettacolarità, sempre più esige la pur complessa e faticosa penetrazione nelle ragioni fisiche di tali sembianze. Questa quasi improvvisa e certo, inaspettata mutazione di gusto e di percezione, trova significative conferme in molte sedi di verifica. Una delle più convincenti, sempre nel no vero delle esemplificazioni, è quella della continua proliferazione di lussuose testate di periodici di contenuto naturalistico od ecologico (dalle 25 alle 30 testate, tutte di considerabile successo), nei quali il contenuto è, nella maggior parte dei casi, oculatamente dosato tra mirabolanza figurativa ed impegno contenutistico dei testi, spesso di equivalente valore Analoga decisa evoluzione riguarda i Musei naturalistici, che stanno faticosamente abdicando alla preminenza informativa trasmessa dall’oggetto, un tempo cardine del messaggio, per relegarlo a forma dimostrativa, non sempre indispensabile, del significato interpretativo di cui esso diviene solamente un testimone. Ciò permette di ampliare la lettura museologica a mondi finora muti, quali il microcosmo e le grandi presenze naturali: laghi, Associazione Europea Natura Nostra : Sezione Italiana: Via Vignalunga 28040Massino Visconti (no) Tel. 347/2532846-3478509813 Sezione Svizzera: 24 rue de cendrier Geneve 1201 Tel +41792014121 Fax: 178 601 7781 / 0332785379 /178 608 3675 www.naturanostra.org monti, foreste. Di esse ora entrano nei quadrilateri dei Musei non solo la materialità di loro enucleate porzioni, ma quello che è più atteso e prezioso: la penetrazione concettuale dei loro significati scientifici L’ulteriore confronto che risulta particolarmente significativo è quello con i parchi nazionali, parchi naturali e riserve, sempre non considerando la loro specifica funzione scientifica, ma valutando l’aspetto della loro offerta informativa, accompagnata dalla celebrazione degli aspetti che più si prestano ad essere indicati. Qui la possibilità di istituire un paragone è difficoltata, oltre che dalla rilevante disparità di copertura areale che costringe a considerazioni più generalizzate, soprattutto dal fatto che il grande assorbimento operativo che questi territori esigono per una sopravvivenza faticosa e osteggiata da mille difficoltà di natura ideologica e applicativa, soffoca i tentativi per un atteso adeguamento ai moderni livelli informativi: Ne consegue che il novero delle iniziative volte alla loro illustrazione risulta nella maggior parte dei casi del tutto ripetiti va, basata su presenze naturali privilegianti lo spettacolo, il facile appagamento visivo, l’indicazione, ad esempio, dei grossi mammiferi come massimo messaggio faunistico che possa offrire l’ambiente alpino ecc. E’ questo forse per i nostri parchi uno dei problemi di maggiore urgenza risolutiva. Accorgersi come essi, grazie ad una spinta sollecitativa dovuta chiaramente ad una consolante evoluzione culturale, debbano adeguarsi a riservare al visitatore, oltre agli aspetti più vistosi, anche le offerte informative finora dominio della dottrina più riposta Una fetta di utenza destinata a divenire sempre più confermata, pur ancora soggetta ad inevitabili forme di ingenuità preferenziale, richiede infatti aggiornamenti scientifici sull’ ambiente percorso e sugli ospiti animali e vegetali che lo popolano, indipendentemente dalla loro graziosità e tradizionale alleanza sentimentale. Si sta così avviandosi all’ esaurimento l’epoca della ricerca del bambi di capriolo, ed inizia quella che vuoI godere il significato dei licheni, o capire il messaggio del piccolo insetto, o rendersi conto del perché di una morfologia rocciosa, anche priva di crismi estetici di particolare richiamo In questo senso l’avvento dell’ istituto dei biotopi rappresenta un riuscito adeguamento ad una evoluzione concettuale basata su motivazioni naturalistiche innovative, che la pesantezza gestionale e la statica proposta ideologica dei parchi non poteva fare proprie Infatti le situazioni ambientali dei biotopi, caratterizzati da superfici piuttosto esigue, povere o prive di collegamenti ecosistematici con i territori contornanti, siti in fascie ipsometriche basse o medie, presentano tuttavia assetti fisici e florofaunistici di rilevante importanza di fronte all’ attuale domanda loro rivolta. Va anche detto che concorre alla loro novità di Associazione Europea Natura Nostra : Sezione Italiana: Via Vignalunga 28040Massino Visconti (no) Tel. 347/2532846-3478509813 Sezione Svizzera: 24 rue de cendrier Geneve 1201 Tel +41792014121 Fax: 178 601 7781 / 0332785379 /178 608 3675 www.naturanostra.org presentazione il fatto che finora furono trascurati dall’attenzione dei divulgatori naturalistici a causa della loro ovvietà di presenza, scarsa attribuzione a loro di particolari prestigiosità, oppure ospitalità di specie cosiddette “carismatiche”, o altri coinvolgimenti nel campo dell’ eccezionalita’ Si aggiunga che il sempre più accentuato impoverimento, e conseguente impreziosimento, di situazioni ambientali esonerate dal generale degrado, porta di conseguenza ad una revisione e rafforzamento della misura e dei modi di proponibilità conoscitiva di luoghi e popolamenti considerabili relitti di passati assetti naturali, dove l’esonero da turbati ve antropiche e la maggiore Fa in tal senso piacere constatare come questi principi informatori, che hanno sorretto le prime codificazioni dei biotopi, non sono stati traditi nella fase di successivo collaudo, anzi ne hanno rafforzato l’indirizzo e la forza. Merita a tale proposito consultare le remote stesure delle prime proposte, come scaturite in seno all’allora Dipartimento Ecologico Provinciale Concludendo: i biotopi rappresentano, al di la della loro funzione di salvataggio di corpi geoidrologici e biologici, uno strumento al servizio delle piu’ moderne impostazioni del messaggio naturalistico. Ad essi bisogna riconoscere una fisiologia culturale di spiccata raffinatezza , agilita’ e soprattutto capacita’ di avvicinamento hai fenomeni naturali di quotidiana possibilita’ di accostamento. In tal modo viene appagata l’esigenza di una divulgazione allargata alle attese di una domanda sempre più attenta, e si può accedere agevolmente al possesso interpretativo della natura, finora dominio del poco accessibile elaborato dello specialista

2 pensiero su “I BIOTOPI COME FATTO CULTURALE”
    1. Ti ringrazio, crediamo che sia uno dei concetti fondamentali per comprendere e affrontare in maniera corretta le tematiche ambientali.

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